Il regista, all'indomani dalla delusione sulla Croisette che ha lasciato l'Italia a bocca asciutta, annuncia che dirigerà altri quattro film ma - continua - "non sono affidabile e forse saranno di più"
"Ci sono eccezioni lodevoli però è vero che spesso i registi invecchiando peggiorano", dice Paolo Sorrentino il giorno dopo la grande amarezza della Palma mancata in un'intervista a Stai Serena, la trasmissione condotta da Serena Dandini su Radio2. "È un lavoro molto logorante, io avrei intenzione di farne altri quattro". E ha aggiunto: "Ce li ho in testa tutti e quattro. Però non sono molto affidabile, il quarto mi è venuto in mente pochi giorni fa, prima erano tre".
Che siano o tre o quattro o più, il logorio (vero o presunto) del regista partenepeo si fa sentire via radio, forse per burla, il giorno dopo l'annuncio della Palma d'oro al francese Jacques Audiard per il film sui migranti "Dheepan". Il film di Sorrentino, Youth - La giovinezza, sembrava tra i favoriti fino a ieri pomeriggio, quando le prime indiscrezioni trapelate sui media hanno previsto la doccia fredda della serata: tutti gli italiani fuori dal palmares. Così è stato. Nessun riconoscimento a Mia madre di Nanni Moretti né a Matteo Garrone per Il racconto dei racconti. I presidenti della giuria, i fratelli Coen, hanno dichiarato laconici: non c'erano abbastanza riconoscimenti per tutti i film che lo avrebbero meritato
Sarà logorante fare cinema, così come vincere un Oscar o mancare una palma, ma Sorrentino la sua silente rivincita, nel frattempo, l'ha già conquistata al botteghino: Youth ha raccolto nei suoi primi cinque giorni di programmazione poco meno di tre milioni di euro, diventando uno dei migliori esordi italiani della stagione.